Ibrahim Mahama pianta tre barche a Napoli: Voyageur in Piazza Municipio fino a novembre
Pubblicato il 23 settembre 2026 in News da Redazione Bosstr.
L'artista ghanese ha installato tre imbarcazioni in legno (alte 5, 7 e 8 metri) parzialmente immerse nel suolo di Piazza Municipio. Un'opera sulla migrazione, il viaggio e il Mediterraneo che resterà visibile fino al 18 novembre.
Exibart e le testate locali hanno documentato l'installazione di Voyageur, la nuova opera pubblica dell'artista ghanese Ibrahim Mahama a Napoli. Tre imbarcazioni in legno, alte rispettivamente 5, 7 e 8 metri, sono state collocate verticalmente nel centro di Piazza Municipio, parzialmente immerse nel suolo della piazza. L'opera resterà visibile fino al 18 novembre 2026.
Cosa è successo
Il 21 settembre 2026, Mahama ha presentato Voyageur nell'ambito del programma Napoli Contemporanea, curato da Vincenzo Trione. Le tre barche, costruite secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana, sono state sistemate in Piazza Municipio davanti a Palazzo San Giacomo, a pochi passi dal porto della città.
L'opera prosegue una serie di installazioni pubbliche avviate nel 2023 con la Veneta degli Stracci di Michelangelo Pistoletto, seguita dal Pulcinella di Gaetano Pesce (2024) e dalla Silent Hortense di Jaume Plensa (2025). L'allestimento è stato finanziato dal Comune di Napoli con una spesa di circa 200mila euro.
La presentazione ha visto gli interventi del sindaco Gaetano Manfredi, del coordinatore delle politiche culturali Sergio Locoratolo, del curatore Vincenzo Trione e dello stesso Mahama. La performance musicale di Enzo Avitabile, con brani come Attraverso l'acqua e Tutt'eguale song' 'e criature, ha accompagnato lo svelamento dell'opera alle 18.22.
L'opera e l'artista
Voyageur è composta da tre imbarcazioni in legno che non navigano ma "stanno in piedi nello spazio della città", come spiega Mahama. Le barche sono parzialmente immerse nel suolo della piazza, creando un effetto straniante: sembrano sprofondate, come se fossero in parte sommerse.
L'artista, nato a Tamale nel Ghana nel 1987, è tra le voci più riconosciute della scena contemporanea internazionale. Nel 2023 è diventato il primo artista africano a entrare nella Power 100 di ArtReview. Il suo lavoro indaga le economie globali, le storie coloniali e le migrazioni attraverso installazioni monumentali realizzate con materiali di recupero legati al lavoro e al commercio: sacchi di juta, rifiuti industriali, oggetti quotidiani che custodiscono memoria collettiva.
Mahama non è nuovo a Napoli: tra il 2020 e il 2021 ha avuto una residenza al Museo Madre, dove ha realizzato i collage Red Rivers e Garden of Eden e l'installazione Alhassan Zepligu (con cappelli ricavati da sacchi di cemento usati). Proprio durante quel soggiorno ha tratto ispirazione per Voyageur.
Il titolo introduce la figura del viaggiatore, di chi attraversa uno spazio geografico e umano alla ricerca di un altrove. Le tre barche evocano i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo, spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche. La loro posizione semisommersa richiama anche la dimensione tragica di chi non riesce a raggiungere la riva.
La scelta del luogo non è casuale: a pochi metri di distanza, durante gli scavi della metropolitana, è stato rinvenuto l'antico porto di Napoli con resti di imbarcazioni risalenti a circa duemila anni fa. Voyageur dialoga con questa memoria archeologica, mettendo in relazione passato e presente, Africa occidentale e Mediterraneo—due geografie unite da secoli di navigazioni, scambi e attraversamenti.
Vincenzo Trione ha proposto quattro chiavi di lettura: una genealogica (riferimenti alla tradizione pittorica occidentale, dalla Zattera della Medusa di Géricault a Cézanne); una relativa al rapporto con lo spazio della piazza e la "metafisica della piazza"; una che legge l'opera come ossimoro (la barca, mobile per definizione, resa immobile); una più generale che la vede come testimonianza poetica sulla migrazione, non estetizzazione del dolore.
Dove vederla e cosa succede ora
Voyageur è visibile gratuitamente in Piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo, fino al 18 novembre 2026. L'accesso è libero, senza prenotazione: le tre barche si possono osservare e fotografare in qualsiasi ora del giorno.
L'opera è stata presentata nella settimana di avvicinamento alle pre-regate dell'America's Cup, e il sindaco Manfredi l'ha collegata ai temi della pace e dell'accoglienza. L'installazione ha suscitato dibattito pubblico, come è accaduto con le opere precedenti: il Comune sta ancora valutando il destino delle installazioni di Pistoletto, Pesce e Plensa, con ipotesi di collocazione all'Albergo dei Poveri una volta conclusi i lavori.
Per Voyageur, Trione ha anticipato che "un ragionamento è in corso" riguardo a un eventuale acquisizione da parte del Comune. Nel frattempo, l'opera rimane un monumento pubblico al viaggio, alla memoria e alla speranza—un gesto artistico che trasforma Piazza Municipio in uno spazio di riflessione collettiva su migrazioni, scambi culturali e convivenza nel Mediterraneo contemporaneo.
Fonti
- Bosstr · Exibart — Voyageur a Napoli: le barche di Ibrahim Mahama approdano a Piazza Municipio
- exibart.com — Napoli, la nuova opera di Ibrahim Mahama per Piazza Municipio
- fanpage.it — Tre barche esposte in piazza Municipio a Napoli: "Voyageur", l'opera ...
- vesuviolive.it — Spuntano 3 barche giganti in Piazza Municipio, l'opera monumentale a Napoli: cosa significa
- napolike.it — Tre barche in piazza Municipio a Napoli, l'opera Voyageur di Ibrahim ...
- ilmattino.it — Mahama, tre barche simbolo di inclusione a Napoli
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