Leonardo Ulian: i mandala tecnologici dell'artista italiano nel film di Guadagnino su Sam Altman

Pubblicato il 7 ottobre 2026 in News da Redazione Bosstr.

Leonardo Ulian: i mandala tecnologici dell'artista italiano nel film di Guadagnino su Sam Altman

L'artista di Gorizia Leonardo Ulian porta i suoi mandala realizzati con circuiti elettronici nel film Artificial di Luca Guadagnino. Le sue opere sono nella sede di OpenAI a San Francisco e in quella di Meta a Londra.

Leonardo Ulian è entrato nel cinema di Luca Guadagnino. L'artista italiano di Gorizia, residente a Londra da anni, ha visto le sue opere comparire nel film Artificial, presentato in anteprima mondiale a New York il 5 ottobre, che racconta la storia di Sam Altman, CEO e co-fondatore di OpenAI. Non è una semplice comparsa: le sue opere fanno parte della collezione permanente della sede di San Francisco di OpenAI, utilizzata come riferimento per le scenografie del film.

Cosa è successo

Le opere di Ulian appaiono in diversi scatti della casa di Altman e, soprattutto, nella ricostruzione dello spazio di OpenAI. La produzione ha dovuto affrontare una sfida particolare: l'opera permanentemente installata all'ingresso della sede di San Francisco non poteva essere spostata. Il team di Guadagnino ha quindi ricostruito completamente l'opera — un lavoro site-specific di 3 × 3 metri — per gli studi cinematografici dove è stata girata parte della produzione a Torino.

Ulian ha dialogato direttamente con la produzione per capire come utilizzare le sue opere all'interno delle scenografie. Due opere sono state trasferite dalla galleria The Flat – Massimo Carasi agli studi, mentre la ricostruzione dell'opera principale è stata un lavoro straordinario della produzione.

L'opera e l'artista

Leonardo Ulian (Gorizia, 1974) è noto per i suoi Mandala tecnologici, che uniscono due mondi apparentemente lontani: la spiritualità dei mandala buddhisti tibetani e i circuiti elettronici. L'opera permanente di OpenAI si intitola Technological Mandala 90 – Garden of Eden. Non è un'interpretazione religiosa classica: Ulian ha concentrato il suo interesse sulla metafora dell'albero della conoscenza del bene e del male, vedendo in essa un parallelo con l'intelligenza artificiale. Come spiega l'artista stesso, l'IA è uno strumento capace di ampliare enormemente le possibilità della conoscenza e dell'innovazione, ma porta con sé interrogativi, responsabilità e conseguenze difficili da prevedere.

Il Giardino dell'Eden diventa così il simbolo di uno spazio in cui scoperta e consapevolezza convivono: non un luogo di innocenza perduta, ma un territorio in cui ogni nuova forma di conoscenza apre possibilità inedite e richiede cura, attenzione e discernimento.

Anche Meta ha acquisito un'opera permanente di Ulian: Technological Mandala 150 – Life of Shapes, installata su quattro pareti continue nella sede di Brook Street di Facebook a Londra. L'opera esplora il rapporto tra coscienza umana e sistemi tecnologici attraverso un ambiente immersivo di forme e materiali interconnessi. Due volti femminili realizzati in filo di rame osservano lo spazio circostante, mentre una piccola memoria Eprom — elemento ricorrente nel lavoro di Ulian — agisce come nucleo simbolico da cui si sviluppa un itinerario di percezione e introspezione che culmina in un labirinto dorato.

Dove vederla e cosa succede ora

Prima della premiere di Artificial, Ulian è stato tra i protagonisti del Milano Centrale Festival (fino al 4 ottobre) con il progetto Miraggio a Milano. L'opera nasce da vecchie diapositive della città risalenti agli anni Sessanta e Settanta, proiettate attraverso frammenti di ceramica, plexiglass colorato, pietre e cristalli sospesi in una struttura di sottili fili di rame.

Dal 6 ottobre ha aperto la sua quarta personale a Milano: Flower Collider, presso la galleria The Flat di Massimo Carasi. È qui che potrete scoprire il lavoro di un artista che ha saputo farsi apprezzare da due dei giganti della tecnologia contemporanea, trasformando la spiritualità in circuiti e la conoscenza in forma visiva.

Ulian non ha ancora visto il film in anteprima, ma rimane molto curioso di scoprire come le sue opere dialoghino con gli spazi in cui ChatGPT è stata creata e come Guadagnino le abbia utilizzate nella sua narrazione.

Fonti

  1. Bosstr · Artribune — Intervista all’artista italiano amato da ChatGPT e Meta (le sue opere anche nel film di Guadagnino su Sam Altman)
  2. artribune.com — Intervista all’artista italiano amato da ChatGPT e Meta (le sue opere anche nel film di Guadagnino su Sam Altman)
  3. chatgpt.com — ChatGPT
  4. chatai.org — Gemini AI — Бесплатный Google ИИ Чат
  5. tiktok.com — Trend Chat Gpt Immagini Italiano | TikTok
  6. lipsync.video — GPT Image 2: Free AI Image Generator with Perfect Text

Tag

  • street_art

Opere di street art dal catalogo

Altri articoli

Esplora Bosstr.it